Here you can find a selection of reviews of and article about the first edition of the VENICE INTERNATIONAL PERFORMANCE ART WEEK 2012.

 

 


 

 

PERSONAL STRUCTURES: Time-Space-Existence Vol.2

By Karlyn De Jongh & Sarah Gold. Hardcover, 432 pages. Venice: Global Art Affairs Publishing, 2013. ISBN-10: 9490784133

12 Pages of this exhaustive publication are dedicated to the Venice International Performance Art Week 2012, including interviews with the artist duos VestAndPage, Weeks&Whitford and Zierle&Carter.

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Emergency INDEX Vol.2

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PERFORMANCE RESEARCH

A beautiful old palace - the Palazzo Bembo - on the Grand Canal and near the Rialto Bridge proved a surprisingly compatible building for the dynamic art works encompassing live, body-based performances, installations and the photographic capture of performances past. Review by Professor Peta Tait, Performance Research: A Journal of Performing Arts, Vol. 18 Issue 2.

 

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PERFORMA MAGAZINE

Some numbers of this first edition: Over 2,000 visitors at the opening; more than 9,000 in the whole week; over a hundred newspapers, magazines covered the event. These results have been quite unexpected to the festival’s founders, Verena Stenke and Andrea Pagnes, considering the timing—the Venetian winter—and the novelty of such an event, in a city not so accustomed to performance art. Interview by A.E. Zimmer, Performa Magazine

 

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LA STAMPA

Questa pratica artistica non rappresenta, non ritrae, non imita: esprime il reale, analizzando codici e sistemi relazionali alla ricerca di nuove possibilità e riflessioni. Effimera per sua stessa natura, la Performance art assume il corpo dell’artista come principale mezzo espressivo e coinvolge direttamente lo spettatore sia sul piano intellettivo sia su quello emozionale. La comunicazione bidirezionale che può innescarsi tra performer e pubblico il suo elemento essenziale. 

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IL MANIFESTO

Per la prima volta in Italia si è assistito a una full immersion nell'universo corpo attraverso la presenza di performer internazionali di alto livello (moltissimi dei quali pressoché sconosciuti in Italia) da una mostra vibrante, da un ciclo di talk, di durational performance e di live performance giornaliere. L'afflusso incredibile di pubblico, soprattutto giovanissimo (l'opening era assediato da più di mille persone in fila all'entrata di Palazzo Bembo) ha evidenziato quanto kermesse di siffatto tenore richiamino la passione di molte persone, quanto tale esperienza segni un punto di inizio incondizionato alla processualità metodologica e scenica della performance (come nel resto del mondo). Teresa Macrì, Il Manifesto

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FINANCIAL TIMES

Hot on the heels of "A Bigger Splash", Tate Modern's big winder survey of performance art, comes Venice's first International Performance Art Week, a showcase of 31 international contemporary artists from the "live art" sphere.

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FLASH ART ITALY

Penso sia necessario ricercare, per quanto possibile, una certa continuità storica, in chiave di aperto confronto tra ciò che è stato (ed è ancora) e il nuovo, sopratutto per questa forma d'arte, dove il valore artistico spesso coincide con la qualità umana. Andrea Pagnes in interview with Flash Art.

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L'APERITIVO ILLUSTRATO Quarterly Magazine

Complessivamente la Venice International Performance Art Week si è presentata con una sana naturalezza, offrendo un risveglio dei sensi e della funzione dello spettatore-attivo che per una settimana è stato travolto dall'afflato liberatorio e rivoluzionario dell'Arte. Silvia Bianchi, L'Aperitivo Illustrato.

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ARTRIBUNE

Da Yoko Ono a Jan Fabre, qualcuno lo chiama già la più grande mostra-evento di performance art al mondo.

Ci aggiriamo tra le sale, e in attesa delle 19, ora in cui si apriranno le porte al pubblico, si respira un’aria densa di emozione, intesa e collaborazione, che stupisce anche gli addetti ai lavori. Più che una mostra, questo evento è il risultato di un incontro tra persone che hanno fatto della loro arte performativa un modo di vivere e lo mettono a disposizione di tutti. Chiara Casarin, Artribune

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ARTRIBUNE

Oltre 4.000 presenze alla Venice International Performance Art Week, rassegna internazionale, curata da Andrea Pagnes, ospitata per la prima volta negli spazi di Palazzo Bembo a Venezia. Il programma di “Corpo Ibrido-Corpo Poetico” ha visto alternarsi 31 artisti provenienti da tutto il mondo, capaci di realizzare un evento complesso e articolato: lo spazio espositivo proponeva infatti ogni giorno una mostra diversa, in cui ogni singola stanza era occupata dai lavori di un performer. Tommaso Zanini, Artribune

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SCHERMAGLIE

L’iniziativa della fondazione Global Art Affairs, del gruppo curatoriale VestandPage (Andrea Pagnes) e di un team internazionale di storici delle arti a Venezia è destinato a lasciare traccia nel panorama culturale italiano. Mancava infatti una simile offerta ampia e compatta forse da qualche decennio, [...] la cultura italiana sta infatti vivendo in apnea. Si dovrebbe a questo punto solo sperare che l’iniziativa abbia ulteriori sviluppi e una continuazione, come minimo, biennale. Tanto più stupefacente è dunque che un manipolo di curatori indipendenti, solo informalmente legati alla gran macchina della Biennale, abbiano potuto mettere insieme questa mostra sulla performance e l’happening, la forma più contemporanea di arte, tra l’8 e il 15 dicembre scorsi. Un ringraziamento alla loro tenacia e alla loro coerenza nelle scelte estetiche.Paola Santovin, Schermaglie

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GIORNALE SENTIRE

 

Lo scorso dicembre si è conclusa a Venezia, nella splendida cornice di Palazzo Bembo, la prima edizione della Venice International Performance Art Week, dal titolo Corpo Ibrido - Corpo Poetico. Circa 2000 persone all'inaugurazione, 9000 visitatori nell'arco della settimana e grande visibilità mediatica all'evento (ne hanno scritto e parlato un centinaio di testate). Ne abbiamo parlato con Andrea Pagnes (VestAndPage), curatore dell'evento. Emilio Luzza, Giornale Sentire

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INSIDE ART

Il mese della Performance: La manifestazione si pone nel contatto fra artista e pubblico per una riflessione sull’arte originata da uno dei linguaggi più contemporanei esistenti. Si parla del sociale nel significato più ampio del termine unendo l’estetica all’etica. I temi sono l’inter-connettività, la conoscenza esperienziale, l’empatia, la durata e la resistenza, la persistenza, la necessità, lo sforzo prolungato, la consapevolezza, la lotta e l’amore. Durante la settimana si svolgono laboratori e conferenze, su tematiche che riguardano questa espressione artistica, che coinvolgono ricercatori riconosciuti in campo internazionale. Claudia Quintieri, Insideart

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PIZZA DIGITALE MAGAZINE

In Venice, in the suggestive location of Palazzo Bembo, a new exhibition makes its debut on December 8, entirely dedicated to the Performance Art: Venice International Performance Art Week.
“Corpo Ibrido – Corpo Poetico” is the name of this first edition, which features the contributions with 31 artists, with great precursors such as Yoko Ono, VALIE EXPORT, Hermann Nitsch, Jan Fabre and other emerging personalities, through a series of live-action, installations, films and meetings. The curator, Andrea Pagnes, tells us everything about it.
 Francesca Cogoni, Pizza Digitale

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ARTNOISE MAGAZINE

E’ la prima volta che la città lagunare ospita un evento puramente dedicato all’arte performativa. Venezia, che è ormai città avvezza alle diverse attività dell’arte contemporanea, in questo caso diventa pioniera di un evento sperimentale, un vero e proprio laboratorio dedicato a temi difficili da esplorare, come l’inter-connettività, l’empatia, la durata e la resistenza, la persistenza, la necessità, la lotta e l’amore. Celeste Ricci, Artnoise

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VENEZIA NEWS

Andrea Pagnes, forte di un’esperienza decennale e internazionale come curatore di mostre, ha pensato di ‘traghettare’ a Venezia i moltissimi artisti incontrati per creare un evento unico nel suo genere e per la città: Venice International Performance Art Week dall’8 al 15 dicembre a Palazzo Bembo. Mariachiara Marzari, Venezia News

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WHIPART

Già durante l'inaugurazione si percepisce grande curiosità da parte del pubblico, a testimonianza di quanto l'evento si preannunci completo e coinvolgente.
Camminando per le innumerevoli sale, che affiancano opere di più recente sperimentazione mediatica a documenti antologici, si possono ascoltare discussioni e commenti tra i più variegati: pur essendo trascorse più di quattro decadi dalle prime performance, le reazioni sfociano sempre in critiche e giudizi straordinari, aprendo a dibattiti spontanei, che sono, già di per sé, conferma del buon esito dell'eventoSara Spoladore, WHIPART

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NON SOLO CINEMA MAGAZINE

Nelda Ramos è riuscita a creare questa alchimia dell’evento, l’artista si è trasformata in mago capace di comunicare con lo spettatore attraverso semplici gesti e solenni silenzi, maneggiando durante l’azione ampolle e pagliuzze dorate. Ma questa arte "magica" non si occupa di metafisica e pietre filosofali, bensì fa riferimento alla dimensione terrena e alla vita quotidiana, soprattutto da un punto di vista femminile. Martina Cappellesso, Non Solo Cinema

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2DM/THE BLOGAZINE

Focusing on the instant of action that goes on existing has to be saved through different media, the exhibition pinpoints the essence of a total practise that gets out from abstraction to investigate the human body, its interiority and its relation to political and social issues in a physical, tangible way. Monika Lombardi, 2DM/The Blogazine

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IL RIDOTTO

 

Si è concluso a Venezia con grande successo di pubblico Corpo Ibrido - Corpo Poetico, una settimana d'arte viva e cruda, l'unico appuntamento del periodo morto del mercato turistico culturale cittadino. L'interessante proposta curata dall'artista Andrea Pagnes, che ha raccolto una trentina artisti da tutto il mondo per un produzione culturale a chilometro zero, ha tutti i numeri per diventare un appuntamento irrinunciabile dei futuri inverni veneziani. Ròiss è andato per noi a vedere. Tutti i giorni. Enzo Rossi-Ròiss, Il Ridotto

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